Il mercato globale del packaging del vino – Parte 2

I trend emergenti alternativi al vetro

Come menzionato nella prima parte di questo approfondimento sul mercato del packaging del vino, negli ultimi anni si sono affermate diverse soluzioni di packaging alternative al vetro, spinte da esigenze di sostenibilità, riduzione dei costi logistici, adeguamento alle nuove normative europee (PPWR), ma anche da nuove modalità di consumo e esigenze di praticità legate soprattutto ai giovani consumatori e al target single. Di seguito vedremo come ogni materiale presenta vantaggi e limiti specifici, che ne condizionano la diffusione, per percezione e sensibilità specifiche nei diversi mercati.

Le principali alternative al vetro sono:

  • Cartoni tipo Tetra Pak
  • Lattine (alluminio)
  • PET e rPET
  • Bag-in-Box (BiB)
  • Bottiglie in carta (Frugalpac e simili)
  • Pouch e sacche flessibili
  • Keg e soluzioni on-tap

Per ognuno di questi analizzeremo alcuni aspetti chiave, quali l’impatto ecologico e la coerenza con la normativa UE, i principali canali di vendita, i pro e i contro.

grafico che mostra il rapporto tra sostenibilità e coerenza con la normativa UE dei formati di packaging per vino alternativi al vetro
* NOTA: elaborazione grafica ricavata sulla base delle indicazioni del Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR).

Wine packaging sustainability index e criteri di valutazione comparativa

Cartoni tipo Tetra Pak

Usati per vini di consumo rapido, garantiscono costi contenuti ed emissioni ridotte in fase di produzione.

Impatto ecologico e normativo: sono potenzialmente riciclabili, ma la struttura multistrato (mediamente 75% di cellulosa + 20% di polietilene LDPE + 5% di alluminio) richiede impianti specifici non diffusi ovunque e comunque costosi di conseguenza una quota significativa non viene riciclata. L’UE sollecita una semplificazione dei materiali, ponendo i cartoni sotto pressione normativa.

Principali Formati: 250 ml – 500 ml – 1 L

Principali canali di vendita/utilizzo: GDO entry level /consumo rapido

Pro: pratici, economici in fase di produzione, leggeri, compatti, con bassa impronta di trasporto quindi performanti sotto il profilo della logistica e adatti a linee produttive veloci.
Contro: riciclabilità limitata e, comunque, costosa nella pratica. Scarsa immagine, con posizionamento “entry level”.

PET e rPET

Le bottiglie in PET e rPET offrono leggerezza, infrangibilità e riduzione delle emissioni di trasporto. Alcune catene retail hanno introdotto bottiglie “flat” in rPET (vedi esempio Garçon Wines), con un’impronta carbonica sensibilmente inferiore rispetto al vetro.

Bottiglie di vino a scaffale in PET

Impatto ecologico e normativo: il PET è riciclabile e l’uso di rPET contribuisce a ridurre la materia prima vergine. Tuttavia, il riciclo effettivo non è sempre garantito: in molti paesi solo una parte delle bottiglie torna a essere riciclata in grado alimentare, mentre il resto finisce in down cycling o discarica.
Le tecnologie multistrato necessarie per estendere la shelf life complicano ulteriormente la gestione.
Il PPWR considera il PET un materiale da ridurre nel tempo, spingendo verso monomateriali e riuso.

Principali Formati: 187 ml – 200 ml – 250 ml – 375 ml – 500 ml – 750 ml – 1 L – 1,5 L – 2 L

Principali canali di vendita/utilizzo: GDO, retail, ristorazione fast food, e-commerce /consumo domestico, on-the-go, eventi

Pro: offre la possibilità di una vasta gamma di f.ti standard, leggero, riduce emissioni di trasporto, può essere riciclato per realizzare nuove bottiglie o contenitori alimentari( rPET ), ma dà anche la possibilità di realizzare tessuti, imbottiture, pellicole e arredi urbani. Quindi in realtà se le bottiglie in PET prodotte fossero completamente riciclate questo materiale offre molteplici opportunità di riciclo fatta salva la problematica legata alla provenienza da materiali fossili
Contro: origine fossile, riciclo reale limitato dalla potenzialità legata alla raccolta differenziata, shelf life ridotta, percezione qualitativa bassa.

Lattine (alluminio)

In crescita soprattutto in Nord America e Regno Unito, attraggono un target giovane orientato al consumo on-the-go. Il tasso di riciclo europeo ha raggiunto il 75% nel 2022 (Metal Packaging Europe).

Impatto ecologico e normativo: l’alluminio è riciclabile all’infinito e valorizzato dalle policy UE. Tuttavia, il processo di raccolta e riciclo non è uniforme: non tutte le lattine vengono effettivamente riciclate, e la produzione primaria resta molto energivora.

Principali Formati: 187 ml – 200/250 ml – 330 ml

Principali canali di vendita/utilizzo: GDO e Retail/ consumo On-the-go, target giovani

Pro: leggeri, elevata riciclabilità, praticità, formati monodose, velocità di confezionamento, impilabilità e facile utilizzo in confezioni MPK
Contro: riciclo reale non sempre garantito, energivoro in produzione primaria, percezione limitata per vini premium.

Bag-in-Box ( BiB )

Diffuso in mercati come Francia e paesi nordici, combina praticità, ridotto impatto ambientale, buona conservazione post-apertura e convenienza nel rapporto costo per litro (Reports and Data).

Bag-in-box Vino e bicchiere di vino rosso

Impatto ecologico e normativo: il cartone esterno è riciclabile, ma la sacca interna in plastica limita la circolarità. L’UE promuove packaging più leggeri, ma privilegia materiali monomateriale o riutilizzabili, quindi il BiB resta una soluzione intermedia.

Principali Formati: 1,5 L – 3 L – 5 L – 10 L – 20 L

Principali canali di vendita/utilizzo: GDO/consumo familiare  e Ho.Re.Ca

Pro: minore impronta di CO2 , pratico, conveniente, ma a causa del mix di materiali utilizzati per allungare la shelf life del prodotto il riciclo ne risulta parzialmente compromesso. Le ampie superfici in cui si sviluppa il pack offrono spazi ideali per arricchirlo con elementi grafici e informazioni generali e di marketing che aiutino a recuperare un po’ d’immagine almeno sotto questo profilo.
Contro: riciclo complesso e parzialmente compromesso a causa del mix di materiali utilizzati per allungare la shelf life del prodotto, immagine qualitativa bassa, le ampie superfici personalizzabili offrono più spazio alla creatività e alla comunicazione.

Bottiglie in carta

La Frugal Bottle dichiara un’impronta di CO₂ fino all’84% inferiore rispetto al vetro (Food & Wine).

Impatto ecologico e normativo: il guscio in carta è riciclabile, ma il liner interno in plastica resta un punto debole. L’UE guarda con interesse ai materiali a base di fibre, purché realmente monomateriali.

Principali Formati: 750 ml (standard Frugal Bottle) in fase di test f.ti da 500 ml e 187 ml

Principali canali di vendita/utilizzo: Retail, e-commerce/target coinvolto dallo storytelling sulla sostenibilità

Pro: forte comunicazione sostenibile, peso ridotto.
Contro: riciclabilità parziale, tecnologia ancora di nicchia, percezione da consolidare.

Su questo argomento, è possibile leggere un approfondimento nell’articolo: Bottiglie di Carta: chimera o prossima rivoluzione?

Pouch e sacche flessibili

Adottati soprattutto nei mercati nordici, hanno un impatto ambientale minimo in fase di trasporto, ma grosse problematiche di riciclo e un percepito basso.

Concept di Pouch di vino rosso, bianco e rosé.

Impatto ecologico e normativo: molto leggeri, ma scarsamente riciclabili per la struttura multistrato. La normativa europea li considera tra i formati da ridurre, in quanto difficilmente compatibili con un’economia circolare.

Principali Formati: 1,5 L – 2,25 L – 3 L

Principali canali di vendita/utilizzo: GDO mercati nordici/consumo domestico

Pro: bassissimo impatto carbonico, estrema leggerezza.
Contro: riciclo quasi inesistente, shelf life breve, immagine poco premium.

Keg e sistemi “wine on tap”

Diffusi nel canale HoReCa, consentono di ridurre drasticamente i rifiuti da imballaggio. I keg riutilizzabili possono abbattere le emissioni fino al 76% rispetto al vetro (Sustainable Wine Roundtable). Offrono una maggior razionalizzazione nella gestione della logistica, razionalizzazione degli spazi di vendita e mescita del prodotto.

Keg di vino rosso su tavolo di legno

Impatto ecologico e normativo: il riuso è al centro del PPWR. I keg in acciaio riutilizzabile sono pienamente coerenti con gli obiettivi UE, mentre i keg monouso in PET lo sono molto meno.

Principali Formati: 5 L – 10 L – 20 L – 30 L

Principali canali di vendita/utilizzo: HoReCa, eventi, mescita al calice

Pro: sostenibilità elevata nella versione riutilizzabile, buona gestione logistica ,ideale per consumi al calice, riduzione costi per litro e conseguente buona marginalità nel profitto
Contro: non adatto al retail, investimento in attrezzature necessario destinato comunque al consumo di prodotti standard

Non esiste un packaging perfetto, ma …

Come abbiamo visto in questo excursus sui nuovi trend di packaging alternativi al vetro, esiste oggi un panorama estremamente dinamico di soluzioni già mature o in rapida evoluzione: dal PET riciclato alle bottiglie in carta, dai sistemi Bag-in-Box ai brick, fino ai pouch e alle lattine di ultima generazione.
Ognuna di queste tipologie risponde a logiche di sostenibilità, logistica funzionalità e target di consumo differenti e proprio per questo la scelta del formato più appropriato non può essere standardizzata.
Per un produttore, la decisione dipende da molteplici variabili: la qualità e la tipologia del vino, il posizionamento di mercato, i canali distributivi, le normative locali e le aspettative del consumatore finale. È quindi una valutazione strategica che coinvolge non solo l’area produttiva, ma anche il marketing, la logistica e la comunicazione del brand.

In questo scenario, l’elemento determinante diventa la progettazione del packaging intesa nel suo significato più ampio: la shape, l’identità grafica, la sensorialità dei materiali e l’esperienza complessiva di marca.
Un pack efficace non è solo un contenitore, ma un veicolo narrativo e valoriale, in grado di comunicare coerenza tra prodotto, posizionamento e valori aziendali — soprattutto in un mercato che oggi chiede innovazione e responsabilità ambientale.

È su questo equilibrio che si fonda il lavoro di Senesidesign, che da oltre 45 anni sviluppa progetti di packaging per il settore beverage con un approccio integrato: analisi strategica, ricerca estetica, prototipazione e sperimentazione continua.
Ogni soluzione, che si tratti di vetro o di materiali alternativi, viene così ottimizzata non solo dal punto di vista funzionale, ma anche in termini di valore percepito, riconoscibilità e sostenibilità, accompagnando il cliente lungo tutto il processo di innovazione.